Post

The Dad End

Immagine
Gaia is three years old and she knows it. Gaia is really sweet, very smart, and extremely loving. Gaia is curious and she asks between three hundred thousand and two million questions every day: not necessarily without repetitions. She is pleasant to spend time with, to talk to, and to play with. I love her in such a magnitude that I never imagined was possible. Almost every day now, Gaia climbs on top of her desk and stands on it. She calls me to her room and she then proceeds to throw on the floor every single object that she can find on top of the table. She wants me to get mad at her. If I calmly ask: "why are you doing this?", she tells me: "I want daddy to get mad". It's not like she leaves any space for doubt. If I try to gently put her back on the floor and tell her that I do not think this is a game: "that a game is something we should both enjoy, and I do not enjoy that you throw stuff on the floor", she just goes back up and does it agai...

Love in the time of Coronavirus (I)

Immagine
The supermarket Is still only five minutes by car from home, but inside it's not what it used to be two weeks ago. It looks a bit like being in an apocalyptic movie. A cheap one. First of all: the silence. The underground parking lot is almost empty and the barrier at the entrance is already lifted, so that I don't need to push the button to get the ticket. Thoughtful. I get out from the driver's seat and start walking towards the entrance, while waiting for a zombie to come out of nowhere and chase me back into the car. The ambiance music is appropriate and just waiting to escalate abruptly for the danger scene. Amusing. I go up the escalator to find a non negligible amount of red and white tape that tells me where to go. Well. Mostly where "not" to go. I follow. The post office is closed and so are all other shops and restaurants of this tiny Swiss mall. The supermarket is open, as announced. Apparently I have to queue just to enter. There are signs on t...

The Meaning of it all

There are videos circulating in WhatsApp and YouTube. Facebook too, maybe. Twitter? They have medium-long texts, nicely divided into frames, with calming pictures in the background and a soft male (or sweet female) voice that keeps the pace. As for the images, it's usually a mix of running children, blossoming flowers, two women of different ages on yoga mats on top of a hill at sunrise, people laughing heartedly, people crying, waves of the ocean, impossibly green forests, aerial views and views of the earth from space, extreme zoom-ins into the green left eye of a beautiful woman and extreme zoom-outs of planers, stars, and galaxies. Apparently this virus came to teach us something. Or it came because we had lost our ways (who knew?), we were not kind to the planet nor to each other. And we are getting what we deserve. Or a mix of the two. The virus came because it wants us to be more polite to each other. Spend less time on our phones. It really wants that we talk more ...

This is not what keeps me awake

For some days, now, I haven't been sleeping at nights. I have statistics in my head, projections, exponential curves and numbers of deaths coming from all around the globe. I think of stock market dives, draconian measures of isolation, closed shops, closed parks, closed borders and empty airports. I think of the hospital beds we don't have. I think a lot about the word "triage". I play endless conversations with myself. I think of what it might be in one week, in two weeks, in six months. But mainly I think of what it might be in one or even two years. And numbers keep coming in, every evening, and people say things like: "wow, that's the highest death toll ever for one single day!" And then comes tomorrow and the deaths are more. Maybe double. And I know they will be more. Of course they will be more. This breaks my heart, but that's not what keeps me awake. Most people think of tomorrow. Of how tedious it is to stay at home, of how one misses...

Pensieri Sparsi

Immagine
Sto scrivendo un libro. È un libro di racconti e ogni titolo è un nome di persona. L'ho iniziato più di cinque anni fa, sullo "smartphone", prendendo una serie di appunti sulla gente che incontravo nella mia quotidianità e che non conoscevo e che sapevo che non avrei conosciuto mai: la zingara dagli occhi furbi che si guarda intorno dentro al bus 18, il cardiochirurgo più famoso della Svizzera, il prete della missione italiana di Norimberga, il rasta che si siede sotto al ponte di St. Francois e ogni tanto cerca di convincerti che gli servono due franchi per il biglietto del treno (ma che alla fine lo ritrovi sempre lì), il ricoverato-fumatore in pigiama di cotone fuori dall'ingresso principale dell'ospedale universitario... Persone reali che sono diventate, piano piano (molto piano) persone immaginarie. Le ho scritte e le ho riscritte fino a fondermi con loro. Fino a renderle una versione di me stesso in un arcobaleno infinito di possibilità. L'unico filo c...

Guess the book (2)

Immagine
Seconda puntata. Questa è un po' piú da "specialisti". Un po' "geek" se vogliamo. Ripeto: posso dare suggerimenti tipo: "fuochino", "acqua", "va là imbecille", e utili indizi semantico-biografici nei commenti. Fate le domande giuste e avrete le giuste risposte (chiasticamente parlando).

Guess the book (1)

Immagine
Per cercare di riattivare Geodisney, ho deciso di iniziare una rubrica intitolata "Guess the book". Di quando in quando, posterò foto di frasi tratte dai libri che sto leggendo o che ho letto da poco. Voi non dovete fare altro che indovinare il titolo. Ovviamente se usate google e affini, non c'è gusto... quindi mi fido ciecamente della vostra onestà. Per contro, potete chiedere ulteriori indizi nei commenti. La prima puntata è abbastanza facile.

Era una notte buia e tempestosa.

Immagine
Uli cammina dritto per la strada di ciotoli. I suoi pensieri sono già là, alla sua meta, e si sta organizzando. Organizza la sua giornata, senza fare troppa attenzione. Un barbone siede davanti alla libreria, all'angolo della piazza. Con lui ci sono un cane tranquillo e piccolo, un cappello e qualche moneta. Il cane sembra inconsapevole, ma è tranquillo. Pur non uscendo nemmeno per un secondo da quei suoi pensieri dritti, Uli prende il portafogli dalla tasca posteriore, prende tre monete da due euro e le posa nel cappello. Il barbone non guarda Uli, Uli non guarda il brabone. Il cane ruota la testa in senso antiorario, che sembra dire: "Grazie". Uli fa la carità a suo fratello ogni giorno, alla stessa ora. I due non si guardano mai negli occhi. Ogni giorno le decine di passanti che assistono alla scena non si accorgono della somiglianza quasi perfetta, tra due uomini vestiti troppo diversamente. Di solito scelgono inconsapevolmente: guardano o l'uno o l'altro...

Cinque torri

Immagine
Quella volta che.. Finora ho sfoggiato le gite più prestigiose, ma a me e ai miei compagni abituali piace frequentare la montagna in tutte le sue forme. Ecco perché, qualche anno fa, ho frequentato un corso di “alpinismo” organizzato dalla locale sede del CAI. Tralascio le noiose lezioni teoriche e racconterò direttamente dell’uscita pratica conclusiva su roccia in Dolomiti. Per l’occasione riesco a farmi prestare un pulmino a 9 posti da un grande alpinista thienese del passato, Gianni Busin. Il pulmino accanto alla marca “Leyland” sfoggiava la scritta “Sherpa”. Quale mezzo poteva essere più adatto? Partiamo, quindi, carichi del necessario per arrampicare, mangiare e dormire per due giorni. Destinazione: 5 Torri di Averau sulla strada del Passo Falzarego a pochi chilometri da Cortina. Le cinque torri sono cinque, appunto, scogli   rocciosi di diversa altezza e dimensione, buttati da qualche capriccioso gigante in un catino ghiaioso al cospetto di montagne blasona...

Prima invernale

Immagine
A grande richiesta. -----------------------------------------------  Quella volta che…   Dopo avere frequentato quasi tutte le ferrate delle Dolomiti con il mio amico Gaetano, “il silente”, volevo provare un’uscita invernale sulle nostre montagne. A tal scopo mi accodo ad una gita del CAI che si proponeva di percorrere parte del  sentiero delle 5 Cime sul Pasubio. Questo è un sentiero attrezzato che parte da Bocchetta Campiglia e, restando sul filo di cresta sopra la strada delle Gallerie, arriva al rifugio Papa. In estate è una bella gita panoramica che propone qualche corda d’acciaio e qualche scaletta, in inverno non avevo idea di che cosa avrei trovato. Attrezzato di braghe a zuava di fustagno Fila, ghette rosse e piccozza di 75 cm Camp nuova fiammante, mi presento all’ora stabilita davanti il teatro comunale. Partecipanti: Io: neofita bramoso di imparare i segreti per muoversi con sicurezza in inverno.   Carlo Restiglian, capogita: alpi...

luft?

Immagine
Stamattina mi sono fermato in un negozio di bici. Per farmi gonfiare le gomme. Io, con il mio tedesco sempre vincente: "Can you put some air in my tires? I just need you to pump them up, they are not broken." Il commesso: "Luft?" Io: "Ja, genau, nur Luft, bitte." Lui: "Geh' das nächste mal, wenn du deine Reifen aufpumpen möchtest, zu der Tankstelle um die Ecke. Dort ist eine Pumpe." Io: "Ah, va ben.."

la carnagione di un bavarese

Ad Erlangen c'era il sole. Oggi. Come tutti sanno, quando ad Erlangen c'è il sole - e non siamo in agosto - fa un freddo putrido e agnostico (nel senso che richiede una sospensione del giudizio). I meno otto gradi Celsius in bici e con venticello infido, pure coi guanti di lana di stamattina, li ho sentiti bene, anche senza giudizio. "Gnaaomo", direbbe un mio buon amico. "Vaffanculo", risponderei io. Il tutto in grande amicizia. Ci vediamo alla prossima scommessa: "petto nudo sulla neve di notte".

appunti

Immagine
Il giovane controllore italiano ha il fiato pesante che puzza di alcool, mentre spero che mi controlli in fretta il biglietto e se ne vada. La famiglia est-europea che siede nel mio scompartimento in posti prenotati - non da loro - sembra simpatica. Il figlio maggiore rivolge alla madre parole incomprensibili, quindi mi fa una domanda in tedesco. Io rispondo in inglese e il suo inglese si rivela poi molto meglio del mio. Diamo un'occhiata alle criptiche indicazioni di prenotazione sulla porta dello scompartimento e decidiamo che possono restare almeno fino a Bolzano. Tanto loro devono scendere a Innsbruck. Forse avrei dovuto parlare un po' di più e magari avremmo finito per fare quattro risate assieme. Ma avevo un libro aperto in mano e credo che, alla fine, sia andata bene a tutti così. A colazione, oggi, ho parlato con un mio buon amico e ho deciso che preferisco le colazioni agli spriz. Bolzano. La vecchia signora tedesca che ora siede al posto del ragazzo di prima ha ...

Quella volta che...

Immagine
A bordo del camper di Elidio, ripenso a com'è iniziata questa avventura. E' stato sufficiente vedere una foto della cresta dei Lyskam in una rivista per volerla percorrere. E’ cominciata così la consueta ricerca di informazioni. Questa, per me, è una parte fondamentale della gita: il riconoscere i posti e i punti particolari, letti e riletti, contribuisce a rendere più vera la gita stessa. Eccoci dunque alla volta di Gressoney la Trinitè , con il camper di Elidio, appunto. In questo modo siamo potuti partire il venerdì sera e fermarci per strada, interrompendo la botta di km che ci separavano dal punto di partenza. Parcheggiamo a pochi passi dalla funivia che ci darà una mano per i primi mille metri. E’ una bella giornata di fine luglio e cominciamo l’ascesa al rifugio Quintino Sella (3.585) in braghe corte. Nelle tre ore necessarie a raggiungere l’obbiettivo, arranchiamo sotto zaini dai quali sporgono corde, scarponi e piccozze. Il rifugio, punto di partenza anche per la sa...

Quella volta che...

Immagine
Che dire. Seconda puntata. Buona lettura! -------------------------- Come ogni alpinista che si rispetti, anch’io volevo salire il Monte Bianco. Così, radunato il solito gruppo di facinorosi, programmiamo alcune gite di preparazione per poter coronare la stagione con la prestigiosa salita. Partiamo alla volta di Chamonix in cinque. Le previsioni meteo danno tre giorni di bello, quindi possiamo fare la gita con calma. Si è deciso di salire la via normale francese perché stimata come la più fattibile, perciò: partenza da Chamonix, trenino fino al nido dell’aquila, salita al rifugio de Tête Rousse (3.167), pernottamento, salita in vetta (4.810), pernottamento al rifugio Goûter (3.817), discesa e ritorno a casa. Arrivati a Chamonix, è d’obbligo un giro alla casa delle guide per dare un’occhiata al meteo. "Merda", oggi e domani bello e poi perturbazione. Decidiamo così di anticipare i tempi e ci fiondiamo sul trenino per poter arrivare a sera al rifugio più...

Quella volta che...

Immagine
Con una mossa insolita, ma sicuro di fare cosa gradita, apro Geodisney ad un ospite. E pubblico un suo post. Con un certo orgoglio, peraltro. Buona lettura.   --------------------------------------   Non so se sia l’approccio giusto, ma le cose che potremmo avere in comune sono ancora sconosciute e quindi vorrei cominciare a scrivere qualcosa sul vostro blog raccontando qualche aneddoto/avventura che mi è capitata in montagna. Questo è un argomento che spero possa suscitare qualche interesse. Deciso che si poteva tentare la salita del Canalone Neri alla cima Tosa nel gruppo del Brenta, ho cominciato a circuire il povero Bernie, al secolo Carlo Basso (Bernie in quanto fidanzato con Bianca), decantandogli l’assoluta bellezza dell’itinerario e l’imperitura gloria che ci avrebbe donato l’impresa, omettendo che le volte che avevo visto il canalone d’estate era di un brillante verde bottiglia. Dopo un accurato studio di cartine, relazioni e informazioni raccolte ...