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racconto

Il giorno che ci fu lo sciopero, si lamentarono nel servizio dei telefoni irregolarità e stranezze. Fra l'altro, le singole comunicazioni non erano isolate e spesso si intrecciavano, cosicché si udivano i dialoghi degli altri e vi si poteva intervenire.Alla sera, verso le dieci meno un quarto, cercai di telefonare ad un amico. Ma prima ancora che facessi in tempo a far girare l'ultima cifra del quadrante, il mio apparecchio restò inserito nel giro di una conversazione estranea, a cui poi se ne aggiunse una quantità d'altre, in una ridda sorprendente. Ben presto fu un piccolo comizio al buio, dove la gente entrava e usciva in modo inopinato e non si sapeva chi vi intervenisse né gli altri potevano sapere chi fossimo noi, e tutti parlavano quindi senza le solite ipocrisie e ritegni, e ben presto si determinò una straordinaria allegria e collettiva leggerezza d’animo, come è pensabile avvenisse negli stupendi e pazzi carnevali dei tempi andati, di cui un'eco ci tramandano ...

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un racconto

Era sera e la campagna già mezza addormentata, dalle vallette levandosi lanugini di nebbia e il richiamo della rana solitaria che però subito taceva (l’ora che sconfigge anche i cuori di ghiaccio, col cielo limpido, l’inspiegabile serenità del mondo, l’odor di fumo, i pipistrelli e nelle antiche case i passi felpati degli spiriti), quand’ecco il disco volante si posò sul tetto della chiesa parrocchiale, la quale sorge al sommo del paese. All’insaputa degli uomini che erano già rientrati nelle case, l’ordigno si calò verticalmente giù dagli spazi, esitò qualche istante, mandando una specie di ronzio, poi toccò il tetto senza strepito, come colomba. Era grande, lucido, compatto, simile a una lenticchia mastodontica; e da certi sfiatatoi continuò a uscire zufolando un soffio. Poi tacque e restò fermo, come morto. Lassù nella sua camera che dà sul tetto della chiesa, il parroco, don Pietro, stava leggendo, col suo toscano in bocca. All’udire l’insolito ronzio, si alzò dalla poltrona e andò...

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Calvin & Hobbes

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Non so perchè decido di leggere così tanto. In verità sono convinto che di motivi ce ne siano tanti... e sono anche convinto che sia inutile tentare di spiegare perchè una cosa ci piace... (forse più che inutile... superfluo...) Quando cerco di spiegare una cosa che per me è tanto importante.. mi sembra di sminuirla giusto appena comincio a parlarne... Ma non è di questo che volevo scrivere. Ieri sera ho capito uno dei motivi che mi spingono a leggere qualsiasi cosa mi capiti per le mani. Ho pensato che nelle parole scritte cerco delle verità! Sono convinto che la pittura, la musica, la filosofia, la letteratura... siano tutto un insieme di cammini... di visioni... Tutto il pensiero profondo degli uomini che tende alla verità... alla realtà vera... senza mai raggiungerla... Grande la volontà dell'obiettivo... irraggiungibile l'obiettivo... Arte... lo sforzo di raggiungerlo... L'uomo tenta in ogni modo di mettere un recinto attorno ad un concetto che non può essere imprigion...