Libere impressioni sul film ambientalista di Al Gore
- Al Gore batte Michael Moore 3 a 0.
- Michael Moore al confronto è omissis. L'impressione rimane valida anche togliendo le parole "al confronto".
- Albert Arnold Gore, Junior arriva da una carriera politica formidabile: deputato a 29 anni, senatore a 37, 45simo Vice Presidente degli Stati Uniti a 45, più grande trombato della storia politica mondiale a 53 (damn Florida!).
- Si dice Flòrida, non Florìda.
- Pur essendo del Tennessee, nella pagina di Wikipedia su Al Gore non compare mai il nome Chattanooga. Peccato.
- Le voci italiane nei documentari stranieri sono indiscutibilmente da pena capitale.
- Almeno metà dell'irragionevole avversità italiana nei confronti degli Stati Uniti è causata dalle voci italiane scelte per doppiare i documentari stranieri.
- Gli spezzoni del film sulle vicende personali di Al Gore sono inguardabili.
- Le considerazioni personali di Al Gore sulla bellezza del pianeta Terra e su ciò che potremmo perdere è sconfinatamente retorica.
- Le tesi di Al Gore sono sempre definite in modo chiaro, anche quelle un po' più sottili per un pubblico di massa. In una produzione italiana, un passaggio come "l'obiezione secondo cui c'è disaccordo tra gli scienziati è falsa, per tre ragioni" sarebbe lasciata da parte in quanto intellettualmente troppo raffinata.
- Corollario 1: l'industria cinematografica americana in certe occasioni dimostra di nutrire una certa considerazione del proprio pubblico.
- Considerazione personale 1: quella italiana non lo fa mai.
- Considerazione personale 2: Michael Moore invece tratta il pubblico da analfabeta.
- Corollario 2: Michael Moore è omissis.
- Rimango perplesso dall'apprendere, oggi, come Al Gore abbia encomiato il filoambientalismo della città di Milano.
- La critica del Wall Street Journal ad Al Gore non è così efficace: punta molto su fatti personali e su esagerazioni di margine, come l'innalzamento delle acque. Le tesi centrali rimangono lì.
- Attenzione: il Wall Street Journal non è indipendente, è conservatore. Come il New York Times è liberale.
- Il Nobel per la pace ad Al Gore è una puttanata immane.
- Il film va visto, anche solo perché trasmette un messaggio di speranza.
- Non è che per questo bisogna vedere tutti i film che trasmettono messaggi di speranza. Scusa ma ti chiamo amore, ad esempio, si può evitare.
- Michael Moore al confronto è omissis. L'impressione rimane valida anche togliendo le parole "al confronto".
- Albert Arnold Gore, Junior arriva da una carriera politica formidabile: deputato a 29 anni, senatore a 37, 45simo Vice Presidente degli Stati Uniti a 45, più grande trombato della storia politica mondiale a 53 (damn Florida!).
- Si dice Flòrida, non Florìda.
- Pur essendo del Tennessee, nella pagina di Wikipedia su Al Gore non compare mai il nome Chattanooga. Peccato.
- Le voci italiane nei documentari stranieri sono indiscutibilmente da pena capitale.
- Almeno metà dell'irragionevole avversità italiana nei confronti degli Stati Uniti è causata dalle voci italiane scelte per doppiare i documentari stranieri.
- Gli spezzoni del film sulle vicende personali di Al Gore sono inguardabili.
- Le considerazioni personali di Al Gore sulla bellezza del pianeta Terra e su ciò che potremmo perdere è sconfinatamente retorica.
- Le tesi di Al Gore sono sempre definite in modo chiaro, anche quelle un po' più sottili per un pubblico di massa. In una produzione italiana, un passaggio come "l'obiezione secondo cui c'è disaccordo tra gli scienziati è falsa, per tre ragioni" sarebbe lasciata da parte in quanto intellettualmente troppo raffinata.
- Corollario 1: l'industria cinematografica americana in certe occasioni dimostra di nutrire una certa considerazione del proprio pubblico.
- Considerazione personale 1: quella italiana non lo fa mai.
- Considerazione personale 2: Michael Moore invece tratta il pubblico da analfabeta.
- Corollario 2: Michael Moore è omissis.
- Rimango perplesso dall'apprendere, oggi, come Al Gore abbia encomiato il filoambientalismo della città di Milano.
- La critica del Wall Street Journal ad Al Gore non è così efficace: punta molto su fatti personali e su esagerazioni di margine, come l'innalzamento delle acque. Le tesi centrali rimangono lì.
- Attenzione: il Wall Street Journal non è indipendente, è conservatore. Come il New York Times è liberale.
- Il Nobel per la pace ad Al Gore è una puttanata immane.
- Il film va visto, anche solo perché trasmette un messaggio di speranza.
- Non è che per questo bisogna vedere tutti i film che trasmettono messaggi di speranza. Scusa ma ti chiamo amore, ad esempio, si può evitare.
Commenti
- Non è che per questo bisogna vedere tutti i film che trasmettono messaggi di speranza. Scusa ma ti chiamo amore, ad esempio, si può evitare.
Quindi mi stai dicendo che quando avrò 37 anni non troverò mai una 17enne desiderosa di darmela?
Cazzo...
come dire..