Swiss Riss: The Memoirs

- A Gin&Tonic, please.
- Sure.
- Is this place so crowded every Wednesday?
- Yeah, of course.
- Cool.

Sono a Kleis 5, quartiere post-industriale molto hip di Zurigo. Dietro di me una folla di donne e uomini fino ai 35 anni si dimena sulla pista a ritmo di techno e musica 8-bit. Alcuni limonano avidamente. Lingue sconosciute.

È mercoledì sera.

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- Michele, if you want something to drink just ask Marianna. She's our host tonight.
- Ok, thanks a lot.

Sono una decina di metri sotto terra, in un club di Davos. Il locale si sviluppa su due piani: giù un ampio salone con pista da ballo, salette e bar, su una balconata che corre tutta attorno al muro, con vista sulla folla danzante. C'è buona musica: il latino-americano serve solo per scaldare un po' la folla. Per fortuna.

Qua e là si vede qualche bandiera svizzera.
È sabato sera.

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- Did you have a look at the menu?
- Yes, I'll take the sea bream.
- Of course.
- Thank you.

I ristoranti degli alberghi sono mediamente una merda con varianza molto bassa, questo è un fatto. Essere costretti a scegliere tra due possibili piatti su trenta, poi, rende l'esperienza ancora meno piacevole. Tuttavia potrebbe andare peggio, anche se ho appena notato che la cameriera ha sbuffato quando il capo le ha chiesto un cambio sulla mia ordinazione. Stronza.

È domenica sera. Ho dieci giorni per fare le mie cose e tornarmene a casa. Non ho ancora conosciuto i colleghi. Un filo impalpapile di Spannung serpeggia nell'aria.
Per fortuna c'è Amanpour.

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- And now let's all greet Michele, our guest from Milan!
- [all together] Hi Michele!
- Hi everybody.
Cheers!

Sono a cena con i colleghi. Hanno scelto un posto tipico. Purtroppo, la parola "tipico" può racchiudere alcune tra le esperienze più raccapriccianti nella vita, e infatti mi trovo a scegliere tra otto tipi di carne cruda, ognuno in tre possibili taglie. Sì, perché la carne viene servita appoggiata su un parallelepipedo dalle temperature solari, a sua volta incastrato in un tavolotto di legno svizzero. Si tratta evidentemente di una pietra di fabbricazione aliena, forse addirittura un pezzo di quasar.

La serata raggiunge il punto più basso quando una cameriera dall'aria rassicurante allaccia a tutti i commensali un enorme bavaglione: venti consulenti che cuociono carne cruda su una pietra e mangiano con la bavaglia.

Non mi sentivo così umiliato da quando mi pisciavo addosso.

Ma allora avevo una scusa.

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La Svizzera è un posto particolare. Diciamolo: gli svizzeri tedeschi sono come i tedeschi, solo un po' più evoluti. Tipo che riesco a impostare una discussione senza parlare di birra e senza quel senso di straniamento che provo quando discuto con un tedesco. Piccole cose.

Mi hanno detto che guidare in Svizzera è un casino. Primo, perché i limiti sulle autostrade sono controllati. Secondo, perché ci sono spesso lavori inutili che durano svariato tempo: ad esempio, per pulire le pareti interne dei tunnel. Quando poi il tunnel è chiuso, non ci sono barriere fisiche che ne impediscano l'ingresso prima di venti metri dall'ingresso stesso. Sono le insegne luminose a dire: "Ehi svizzero, questa corsia è chiusa, e anche questa e questa: vedi di uscire dall'autostrada".

Sono tutte queste piccole cose a rendere la misura della perfezione. Non provare mai il minimo senso di insicurezza o inquietudine, avere il tassista che apree e chiude le portiere dell'auto per te, sapere da casa su quale binario arriverà il treno. Poi non importa se parte con due minuti di ritardo: quella non è una piccola cosa, è un dettaglio e i dettagli sono giapponesi, non svizzeri.

I maschi svizzeri servono nell'esercito per parecchi mesi e più volte nella vita. A tutti viene consegnata un'arma da fuoco, quindi in ogni casa svizzera c'è un'arma da fuoco.

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- Hi Ramon.
- Hi Michele. Aspraessou Lavassa?
- You bet.

Commenti

davide ha detto…
Good one, Riss.
Mi é piaciuta la parola 'straniamento'. Adeguata, debbo dire.
Diciamo che migliora leggermente se si approfondisce la conoscenza.. ma occorre pazientare e non perdere la fede. Poi sanno diventare amici buoni e affidabili.
matteo ha detto…
Effettivamente ormai non si sa più dove buttarsi. La gente è troppo concentrata sul "fare qualcosa di diverso" e non sa godersi le piccole cose tradizionali, le solite.

Ora al ristorante ti cucini tu la roba, mangi senza posate, parti dal dessert e arrivi all'antipasto... Mi chiedo cosa venga dopo e ho paura!
michele ha detto…
Posso capirlo Pic. Infatti queste impressioni sorgono quando non si ha il tempo di approfondire la conoscenza.

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