Royale politique / 2: too many dead cats
Pur nella rassegnazione, sto seguendo con discreta attenzione le recenti vicende politiche, per il principio espresso perfettamente da uno dei conduttori della miglior trasmissione radiofonica italiana: quello del gatto spiaccicato. Tu lo noti mentre passi in macchina, ti fa schifo, proprio schifo, epperò non puoi evitare di buttarci l'occhio e guardare.
Appare sempre più chiaro, in questo osservare, il motivo per cui un deterrente notevole come la pensione (raggiungibile dai parlamentari nell'autunno 2008) non abbia prevalso sulla scelta di far cadere il Governo: in primavera c'è un referendum che cancellerebbe i partiti piccoli dalla scena. Nel caso di elezioni prima del referendum, invece, quest'ultimo verrebbe celebrato nel 2010, e in mezzo chissà cosa può starci. Segnalo quindi l'iniziativa di un gruppo di cittadini, e le relative motivazioni, perché conoscere è sempre meglio.
Probabilmente non si arriverà mai al mio ideale anglosassone di Democrats contro Republicans, Tories contro Whigs, and so on (tutti finanziati da privati, naturalmente): non siamo sufficientemente avanzati, civilmente proprio, e il primo che pronuncia le parole Rinascimento, creatività o arte gli sputo in un occhio, visto che è dai tempi dell'Illuminismo che non esiste alcuna cultura italiana. O, se esiste, non rappresenta nulla di cui vantarsi, almeno fino a quando i soliti rigurgiti idealisti riusciranno a rappresentare il popolo: è il 2008, e siamo talmente incapaci di rinnovarci che stiamo ancora qui a mettere gli ideali nel campo semantico della politica, quando dovrebbero stare in quello della storia, sezione "vergogne nazionali ed europee". Qualcosa, però, entro i limiti di italiani, si può migliorare, ed è meglio di niente.
Il resto del mondo, come sempre, va avanti.
Appare sempre più chiaro, in questo osservare, il motivo per cui un deterrente notevole come la pensione (raggiungibile dai parlamentari nell'autunno 2008) non abbia prevalso sulla scelta di far cadere il Governo: in primavera c'è un referendum che cancellerebbe i partiti piccoli dalla scena. Nel caso di elezioni prima del referendum, invece, quest'ultimo verrebbe celebrato nel 2010, e in mezzo chissà cosa può starci. Segnalo quindi l'iniziativa di un gruppo di cittadini, e le relative motivazioni, perché conoscere è sempre meglio.
Probabilmente non si arriverà mai al mio ideale anglosassone di Democrats contro Republicans, Tories contro Whigs, and so on (tutti finanziati da privati, naturalmente): non siamo sufficientemente avanzati, civilmente proprio, e il primo che pronuncia le parole Rinascimento, creatività o arte gli sputo in un occhio, visto che è dai tempi dell'Illuminismo che non esiste alcuna cultura italiana. O, se esiste, non rappresenta nulla di cui vantarsi, almeno fino a quando i soliti rigurgiti idealisti riusciranno a rappresentare il popolo: è il 2008, e siamo talmente incapaci di rinnovarci che stiamo ancora qui a mettere gli ideali nel campo semantico della politica, quando dovrebbero stare in quello della storia, sezione "vergogne nazionali ed europee". Qualcosa, però, entro i limiti di italiani, si può migliorare, ed è meglio di niente.
Il resto del mondo, come sempre, va avanti.
Commenti
Il problema è che il centro sinistra ha ottenuto la maggioranza con troppi partiti satellite e oltretutto la tenuta del governo era soggetta alla loro influenza. Questa è la vera causa del fallimento, era solo questione di tempo e lo si sapeva... Il centro destra, al di là di come abbia governato, si reggeva su 3-4 partiti di media dimensione, questo è stato il suo vero vantaggio che gli ha permesso di reggere per 5 anni senza grossi problemi (nel bene e nel male eh...).
Ora io non credo che un modello americano a due partiti, destra o sinistra, sia realizzabile in Italia. Però un bel castrone al 10% sarebbe l'ideale, 2-3 partiti grossi per parte e l'Italia si governa!
quindi non mi dilungo.. e lascio all'immaginazione del lettore la visualizzazione di tutte le conseguenze a cui questo porterebbe senza la più piccola ombra di un dubbio.. soprattutto qui.. in Italia.
detto questo..
La legge elettorale fa schifo.. si sa.. un bipolarismo forzato ha solo due possibili conseguenze: un parlamento che discute.. che vorrebbe fare le cose in un certo modo.. ma assolutamente ingestibile o un governo del compromesso a tutti i costi.. che l'importante è l'immagine e arrivare alla fine del mandato.
In tutto questo teniamo sempre a mente la nazione di cui stiamo parlando.. che nel bene e nel male ha una certa storia.. un certo numero di cretini nostalgici ubicati ovunque nell'ampio giro di destre/sinistre ..e un'ampia scelta di manifestanti low cost (che la piazza è l'unico posto dove stanno bene.. e dove è meglio che stiano)..
una nazione governata dal giornalismo.. che forse un tempo era giornalismo vero.. prima che a scegliere le notizie non fossero più le notizie stesse, ma le leggi di mercato
sono polemico? naaa...
e allora..
Ovvio che Fini ha ragione e Fassino è solo leale e un po' ingenuo (anche se apprezzabile).
Si va al voto, perché con questa legge la cdl (si chiama ancora così?) vince facile.. ma poi come governa? C'è da mettere d'accordo personaggi come Bossi e Fini.. come Calderoli e Storace.. uau..
ce l'hanno già fatta una volta e ce la faranno ancora.. senza dubbio..
ma fino a che punto è giusto varare delle leggi il cui testo sia redatto al solo scopo di dimostrare che si trova un accordo ad ogni costo?
Il partito democratico è stata una mossa idealista.. una mossa corretta.. ma inutile.. Veltroni non andrà da nessuna parte da solo, pur avendo il sostegno di più di un terzo degli elettori..
ed è inutile sperare in una magica nuova legge elettorale o in un modello straniero-espiantato-salvavita..
In quanti (forte accordo tra destra e sinistra) vorrebbero mandare a cagare certuni personaggi dai nomi arcinoti, ma non possono farlo in nome di una legge che fonda la democrazia sul potere delle minoranze (e lo dice uno che sostiene la democrazia come tutela di tutte le minoranze).. ma un governo che cade a causa di uno che ancora si definisce "trotzkista" o da uno che metà dei suoi voti li ha comprati con gli orologi.... è un tantinello eccessivo... no?
Lasciando stare tutti i giochetti che si fanno e si faranno nei prossimi giorni e di cui non so e non voglio sapere nulla.. il premier sarà berlusconi (che mai nessuno ha smesso di chiamare presidente) e il governo sarà lo stesso di 2 anni fa..
ma questo è inevitabile..
Solo.. fa una certa tristezza vedere Fassino e Fini che discutono e dicono cose giuste e sono d'accordo su una marea di cose e hanno idee che andranno perdute nei compromessi e lo sanno..
e sanno che questo non conta..
che qualunque cosa proponga un parte, l'altra voterà contro.. in nome di un idealismo fatto di orgoglio e di interesse personale..
E se le idee chiare non ci fossero sarebbe solo triste..
ma le idee ci sono.. e la storia diventa desolante..
Questione frammentazione: non posso che essere d'accordo.
Bellissima l'immagine dei manifestanti low-cost.
Questione giornalismo. Il giornalismo trash esiste dappertutto, e non può che esserci, anche solo come prezzo da pagare per la libertà di informazione. Il problema è che, in questo momento, in Italia i casi di gionalismo di qualità sono troppo pochi e hanno troppa poca visibilità.
Questione legge elettorale: non è un problema di importare modelli esteri più o meno efficaci. Un modello efficace già ce l'avevamo, dalla prima metà degli anni '90. Sarebbe sufficiente tornare a quello. Come scrivono su nFA, una buona legge elettorale deve raggiungere un compromesso accettabile tra la rappresentanza delle opinioni popolari e la governabilità. In questo momento, è indiscutibile che bisogna far pesare molto di più la bilancia per la seconda, altrimenti non se ne esce.
Questione PD: non credo sia stata una mossa idealista. E' stata una prima mossa, che sta portando con sé molti errori, per arrivare a un modello di sinistra più internazionale. Vediamo come va. Anche le primarie del 2005 erano state oggetto di critiche, e potevano certo essere svolte diversamente. Ma erano anch'esse una prima mossa, mai vista prima in Italia. Fare tutto perfetto subito non è possibile (fare le cose un po' meglio sì, e infatti bisognerà ricordarlo). Non mi piacciono, comunque, le critiche del tipo "credono di fare come gli americani, stan solo facendo casino": hanno almeno cominciato a fare qualcosa, loro. E Veltroni non porterà l'Italia al cambiamento, però rimane l'unico personaggio politico attuale in grado di spingere il sasso in cima alla montagna e, magari, iniziare a farlo rotolare lungo l'altro crinale, quello giusto.
Vi meritate complimenti a dismisura!