Calvin & Hobbes

Non so perchè decido di leggere così tanto.
In verità sono convinto che di motivi ce ne siano tanti... e sono anche convinto che sia inutile tentare di spiegare perchè una cosa ci piace... (forse più che inutile... superfluo...)
Quando cerco di spiegare una cosa che per me è tanto importante.. mi sembra di sminuirla giusto appena comincio a parlarne...
Ma non è di questo che volevo scrivere.

Ieri sera ho capito uno dei motivi che mi spingono a leggere qualsiasi cosa mi capiti per le mani.
Ho pensato che nelle parole scritte cerco delle verità!
Sono convinto che la pittura, la musica, la filosofia, la letteratura... siano tutto un insieme di cammini... di visioni... Tutto il pensiero profondo degli uomini che tende alla verità... alla realtà vera... senza mai raggiungerla...


Grande la volontà dell'obiettivo... irraggiungibile l'obiettivo...
Arte... lo sforzo di raggiungerlo...
L'uomo tenta in ogni modo di mettere un recinto attorno ad un concetto che non può essere imprigionato...

Credo che non sia possibile possedere la realtà.
Si può solo condividerla.

Tuttavia, se anche tutte queste cose e tutte queste parole scritte non SONO la verità, certamente ne contengono una parte.
L'uomo, nel suo continuo interrogarsi, nel suo perpetuo confrontarsi con la vita raggiunge continuamente delle piccole verità...
L'errore è convincersi di aver capito tutto.

Per me la lettura è uno dei modi per incontrare piccole verità che altri hanno raggiunto.
E farle mie.


Una frase all'interno di un libro, una metafora azzeccata, una vignetta di un fumetto...
Quando si legge una piccola verità non si può fare a meno di riconoscerla...

E in me c'è ammirazione... ammirazione per coloro che, non solo hanno raccolto il loro pezzettino di realtà... ma sono stati ancora capaci di condividerlo...


Un sottoinsieme di questi "visionari"... riesce a fare tutto questo in un modo speciale...
lo fa con l'umorismo...

...l'umorismo di chi ha capito che il suo... non è che un pezzettino della verità... e che però è lì e basta scriverlo... ma scriverlo come pezzettino... non come dogma... non come "verità assoluta"... ma semplicemente per quello che è... un pezzettino...

con l'umorismo della consapevolezza...

Uno di questi "talenti" è per me Bill Watterson.
Sue le vignette di Calvin, precoce bambino seienne, e Hobbes, la sua tigre di peluche.
Suoi i personaggi e le loro forti personalità, suo il modo di vedere il mondo con gli occhi di un bambino molto più "adulto" degli adulti veri... sua la realtà così vera eppure così piena di fantasia... sua l'ironia e la poesia insieme...

Ho ammirazione per strisce come queste due.








Commenti

Anonimo ha detto…
...forse la verità può effettivamente essere raggiunta completamente, ma ogni persona la raggiunge tramite cammini diversi e pertanto la interiorizza con i mezzi di cui è dotato...
forse l'arte è effettivamente un modo per condividere la propria realtà, tuttavia, dato che non credo che un'opera possa essere assimilata correttamente da chi non ha preso parte alla sua creazione,non penso che possiamo davvero fare nostra la parte di verità -come la definisci tu- che gli altri condividono, possiamo solo interpretare il modo in cui essa li ha toccati...
Se ho interpretato male il post, sorry! ;-)

Le vignette sono stupende
davide ha detto…
hai ragione.. un'opera d'arte... quadro, romanzo o vignetta che sia... molto raramente sarà interpretata dall'osservatore allo stesso identico modo in cui l'ha pensata colui che vi ha "dato vita"...

tuttavia sono convinto di quello che ho definito "condivisione"...
per condividere una piccola verità servono tanto la volontà di donarla ad altri quanto la volontà di cercarla e farla propria... e allora non importa quanto siano simili o diverse le due interpretazioni...
è come dire che quando io leggo queste vignette... per esempio... so riconoscere la piccola verità che esprimono e so che anche l'autore l'ha riconosciuta...
riesco a percepire l'orgoglio di averla messa sulla carta... in un modo così proprio... ma così... "condiviso"... che importa se la mia interpretazione non è identica alla sua... quando leggendo posso provare ammirazione... soddisfazione...
...volontà di condividere anch'io la mia parte di verità... in un modo mio...

e che poi mi perdo a cercare di spiegarmi... e chissà esattamente cosa ho fatto capire... chissà cosa volevo dire esattamente...

l'entusiasmo di una piccola condivisione...
di questo sono sicuro...
Anonimo ha detto…
...beh, dato che vuoi una replica, ecco la replica:
sono d'accordo con te (il che un po' mi stupisce :-) ), ma ho una domanda. e' davvero inutile cercare di arrivare alla verita' completa, senza fermarsi ad assorbirne solo parti da esperienze altrui?
quanto alla condivisione...penso che essa sia essenziale per l'uomo in quanto essere sociale, ma credo esista anche una ricerca piu' intima e profonda che ci vede per molti aspetti da soli di fronte all'ineffabile. In certi casi la nostra verita', completa, assoluta, resta un'esperienza solo nostra... a volte, e sottolineo a volte, e' anche bello che resti solo nostra.
Anonimo ha detto…
mi fermo alla versione 1.1. Aspetto la replica pero'!
davide ha detto…
tutti cerchiamo la verità... ogni giorno... nelle piccole cose e nei grandi cambiamenti che ci capitano...
guai se non lo facessimo!
il mio cercare le piccole verità di altri fanno parte di un percorso mio...

forse è possibile arrivare ad avere una visione completa delle cose... una "verità di insieme"...
forse, invece, è più probabile arrivare a "convincersi" di averla...

di certo è più difficile continuare a cercare... e condividere ciò che si pensa di aver raggiunto... fare di tutto per non tenere stretto e segreto ciò che abbiamo capito... per paura, alla prima critica, di scoprire che non eravamo poi così convinti di avere ragione...

Che importa se poi, dopo aver cercato tanto, ci sembrerà di non avere per le mani nulla di importante... nessuna "verità assoluta"...
l'insoddisfazione, l'incertezza, la paura... sono tutte cose che porteremo sempre con noi...

io voglio l'"entusiasmo"...
potermi stupire ancora e ancora di ciò che trovo cercando... cercando in ogni modo e mai pensando di sapere dove cercare... perchè può essere in un lungo viaggio... tanto come in un piccolo fumetto... e dirlo ad altri...
e dirlo bene almeno quanto è stato "detto" bene a me che ne sono rimasto entusiasta...

e ancora... chissà cosa capisce chi legge le quattro righe che ho scritto adesso... ognuno una cosa diversa...
ma io le ho scritte con entusiasmo e senza nessuna pretesa se non quella dell'entusiasmo stesso...

tu che leggi non hai capito cosa volevo dire?
...cosa importa? nemmeno io ho la pretesa di averlo capito bene... tantomeno pretendo di insegnare qualcosa a qualcuno...
eppure scrivo lo stesso... perchè qualcosa ho capito... una cosa piccola? banale? fraintendibile?
...che importa?

mi è piaciuto dirla e spero di averlo fatto bene...
Anonimo ha detto…
lo stupore di fronte al talento altrui...quante volte ho pensato "avrei voluto dirla io, questa cosa, in questo modo"... sì, hai proprio ragione. l'entusiasmo è pulsione vitale. l'urgenza che ci impone di esprimerci, la voglia di conoscere nuove visioni sono stimolo essenziale per la crescita interiore, credo.
tuttavia... penso che questo entusiasmo di cui parli sia modulato dal carattere di ogni persona... se tu vivi a livello quasi viscerale questa passione per la scoperta, c'è chi vive la scoperta in modo più freddo, uccidendola un po'...forse. ad esempio io personalmente credo ingenuamente nella ricerca della verità assoluta, e pur riconoscendo la Bellezza in piccole cose, penso che il raggiungimento di tale verità porterebbe una sensazione di completezza ineguagliabile...Non avere in mano quello che cerco mi dice solo che devo iniziare una nuova ricerca, forte dell'esperienza vissuta. questo atteggiamento è, purtroppo, assolutamente deleterio nella vita pratica di ogni giorno, e porta ad una latente malinconia di fondo... mentre il tuo atteggiamento è vivo, propositivo, rosso...il mio è spesso sterile, blu, non perchè l'approccio in se sia sbagliato, ma perchè non penso di avere le capacità e il talento necessari per renderlo vivo.
Quanto alla condivisione di ciò che si trova... non è per paura delle critiche che non si espone il proprio pensiero... a volte si è semplicemente ipercritici con se stessi e si è certi che per formulare bene tale pensiero sia necessario ancora tanto, tanto lavoro...
Sono andata fuori tema?
davide ha detto…
non sei andata fuori tema...
e io non volevo dire che chi non si esprime ha solo paura... mi spiace se ho fatto capire questo.

io sono sempre stato un "timido" nella mia vita... anche se magari stenti a crederci... e qualche anno fa non avrei mai fatto una cosa come per esempio "la cavia di bioing del movimento"..
...non che questo si un grande vanto eh...

certo sono sempre stato uno che cerca di far sorridere le persone... dalla battuta facile e a volte esagerato...

adesso sono sempre io, ma diverso... più consapevole piuttosto che più "sicuro"...
sarebbe una grande bugia dire che ho avuto la forza di farlo da solo...
...è merito di una persona speciale.. la più speciale che io conosca... (una persona molto rossa e molto blu per dirla con i colori) ...che mi ha detto che ero una montagna da scalare e che non si è arresa fino a che non ci è riuscita...

da solo ho solo imparato che non si può controllare tutto, ma che, su noi stessi, un certo potere lo abbiamo...
la consapevolezza di quello che siamo... possiamo... o non possiamo... deve essere forza e non debolezza...

non c'è niente di sterile o pessimista nel "blu"...
e niente è solo blu o solo rosso.

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